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sabato 12 marzo 2011

Perchè le centrali nucleari? Meglio non costruirle!!

Eccomi di nuovo per parlare di tecnologie per la salvaguardia dell'Ambiente. Oggi parliamo di centrali nucleari. Io non sono d'accordo che si costruiscano, perchè troppo dispendiose, perchè sono necessari anni per costruirle, perchè il problema delle scorie resterà sempre un problema molto difficile da risolvere, perchè le centrali non possono essere mai sicure, specialmente se succede un TERREMOTO come quello di ieri in Giappone, dove c'è ormai la certezza che, da una centrale nucleare danneggiata, a quanto dicono i media, fuoriescono già radiazioni che, come è noto, sono tremendamente dannose per le persone, gli animali e l'Ambiente.

Perchè il Prof. Umberto Veronesi caldeggia la realizzazione di centrali nucleari in Italia, proprio lui che è uno dei più noti scienziati della Terra ed esperto di patologie oncologiche. Per me è un controsenso, una grandissima contraddizione. Penso che lui sia stato convinto da quella lobby che in Italia vuole guadagnare denaro (sporco) sulla vita di noi cittadini.

Ecco cosa ha dichiarato non molto tempo fa in un'intervista a LA STAMPA:
RITORNO ALL'ATOMO - LA POLITICA ENERGETICA
Il nuovo incarico: L'oncologo parla per la prima volta da presidente dell'Agenzia per la Sicurezza  
Titolo - Veronesi: "Senza nucleare l'Italia è un Paese morto".
"Spiegherò ai cittadini che si può fare in sicuezza e che non è giusto avere paura". 
Vista con gli occhi del Prof. Veronesi, la questione del ritorno all'atomo è estremamente semplice. Egli ha detto: - Tra 50 anni finirà il petrolio, tra 80-100 il carbone, seguito poi dal gas. Altre fonti non saranno sufficienti a garantire l'energia di cui abbiamo bisogno. Il risultato? Non avremo la luce, non potremo far funzionare i computer o i frigoriferi e neppure far viaggiare i treni. Se lo immagina?
Se questa è la (apocalittica) premessa , non è difficile capire perchè il medico più famoso d'Italia, a 85 anni, abbia deciso di abbandonare il Senato e accettare la presidenza dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. L'incarico, ce da scommetterci, porterà con se una cospicua dose di polemiche, ma Veronesi non ha dubbi che il piano possa realizzarsi senza pericoli per le persone e l'Ambiente.
Domanda: Professore, recenti sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare, Non la preoccupa andare contro corrente?
Risposta:- No, anzi, la conflittualità mi stimola. Sono abituato ad affrontare problemi scabrosi. L'importante è essere sicuro che la scelta che faccio è moralmente corretta.
E in questo caso, lo è? - Assolutamente si, come oncologo conosco molto bene le radiazioni ed i modi per proteggere i pazienti. Voglio dedicare i prossimi anni ad assicurare i cittadini che non corrono rischi.
Conoscerà altrattanto bene le contestazioni mosse dal fronte degli oppositori, vero?
«Guardi, ci sono essenzialmente tre problemi per quanto riguarda un reattore nucleare. Primo, garantire la sicurezza nel funzionamento ordinario, obiettivo non difficile. Poi c'è la questione delle scorie e mi creda, nessuno mai al mondo è morto per inquinamento da scorie. Infine c'è il fattore umano. La possibilità di poter disporre di persone qualificate è fondamentale. Basta pensare che i due grandi incidenti nelle centrali nucleari hanno avuto una caratteristica comune: sono dopesi da errori umani.
Quel nome, Cernobil, a distanza di 25 anni, agita ancora negli italiani incubi difficili da scacciare.
Lo so, ma so anche che Cernobil è qualcosa che non potrà mai più accadere. Là era tutto sbagliato, c'era una macchina vecchia, pensata per usi militari, non civili. Hanno deciso di fare un esperimento, vera follia in una centrale. Ed il direttore dell'impianto non era un esperto di nucleare. Il fattore umano è fondamentale, la mia attenzione maggiore sarà formare personale adeguato dal punto di vista tecnico, scientifico, ma anche psicologico.
Ma dopo un quarto di secolo lontani dal nucleare, l'Italia ha il bagaglio di conoscenze necessarie?
Due aspetti mi confortano, in primo luogo che abbiamo mantenuta viva la ricerca e centri come quello di Casaccia, vicino a Frosinone, sono all'avanguardia. Poi il fatto di ripartire da zero, ci consente di utilizzare le tecnologie più moderne ed il tempo necessario a impiantarle, ci darà modo di creare competenze per usarle al meglio.
C'è chi sostiene che le tecnologie scelte dall'Italia per le nuove centrali, rischino di risultare superate una volta che gli impianti sono entrati in funzione. Come risponde?
Ma noi non abbiamo fatto ancora una scelta definitiva, per cui l'obiezione non è fondata. E poi una centrale è studiata per durare da 60 a 100 anni. Se anche ne trascorrono 10 per averla operativa, certo non può essere considerata vecchia.
Torniamo al primo problema che lei ha sollevato, il funzionamento del reattore. Gli ambientalisti ripetono che, pure in condizioni di normalità di un  impianto, ci sono piccole dispersioni che creano conseguenze per la salute. E' vero?
E' un'invenzione assoluta, non esce nulla o, meglio, esce dell'acqua che può avere piccole quantità di radiazioni, ma molto inferiori ai limiti previsti dalla legge. Non crea problemi.
Resta la delicatissima questione delle scorie e di come smaltirle. Quando nel 2003 il Governo individuò Scanzano Ionico come sede del deposito nazionale, ci fu una sollevazione popolare. Come pensa di affrontare questo aspetto?
Solo una piccola parte di scorie  richiede millenni per depotenziarsi completamente. Vanno messe in sicurezza  e ci sono le condizioni per farlo, dentro una montagna o a grandi profondità. Al tempo stesso si stanno affinando tecniche per renderle innocue più in fretta. Soprattutto l'Italia può non avere depositi di scorie pericolose. Si tende ad individuare un unico sito per Continente. Ci sono 3 soluzioni allo studio, tutte fuori dai ns. confini. Ma il punto vero è che le scorie sono si un problema serio e costoso, ma non devono spaventare. Non si sorprenda se dico che c'è più radioattività in un ospedale.
La realtà però è che c'è molta paura fra la gente. Questo non conta?
Ho trascorso la  mia vita a combattere le paure ingiustificate. Ma voglio dire che spesso la paura è frutto dell'ignoranza. Sono timori vaghi, confusi, sui quali giocano alcuni movimenti politici. Il risultato? Non si possono usare gli OGM, non si fa la TAV, si bloccano i "termovalorizzatori".
Mentre lei non ha dubbi che la soluzione del nucleare sia sicura?
Certo. Guardiamo cosa succede nel mondo. Tutti i paesi puntano sul nucleare. La Cina ha previsto 120 centrali, l'India 60, la Francia ne ha già 62, ecc. Ma lo sa che anche i paesi del Medio Oriente, ricchi di petrolio, stanno puntando sul nucleare? Gli Emirati Arabi hanno ordinato 4 reattori, tanto quanti ne sono previsti in Italia. Possibile che siamo noi i più intelligenti ad opporci?
Le fonti rinnovabili non possono essere un'alternativa?
Sarebbe bellissimo, ma dobbiamo intenderci. Dalle biomasse può arivare il 2% del fabbisogno italiano, così come dalla geotermia.  L'eolico procede, ma abbiamo poco vento e bisogna pensare anche al paesaggio ed al turismo. Resta il solare, io sti giusto mettendo un impianto FV nella mia casa di campagna, ma è questa la dimensione, è valida per le famiglie, ma non per una grande fabbrica.......
 A questo punto non continuo più con il testo dell'intervista, constatato che, quest'ultima affermazione denota la completa incompetenza di Veronesi nel settore del fotovoltaico. Infatti sono nati e stanno nascendo grandi centrali FV, interi campi FV che sviluppano milioni di kWh di energia elettrica. Impianti su capannoni industriali di grandi fabbriche appunto, per non parlare degli impianti a concentrazione ed alle tecniche innovative che permettono di coprire grandi superfici, integrando il FV architettonicamente in diverse installazioni. E, per concludere io dico:- Cosa ne pensa il Prof. Veronesi di quanto è accaduto in Giappone ieri. Il terremoto ha danneggiato una centrale nicleare, che, a detta dei media internazionali, ha contaminato già alcune persone. Come può egli affermare che le centrali nucleari sono sicure anche in presenza di catastrofi ambientali di questa natura? Io ho finito. A Voi, se vorrete, le Vs. gradite considerazioni.
Un saluto alla prossima discussione sull'Ambiente e ricordate che bisogna "INVESTIRE IN SALUTE PER .. VIVERE BENE".  Visitate il mio sito: http://www.setiambiente.com/  - Ciao.

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